La quantità di dati presenti in rete, che aumenterà in modo esponenziale nei prossimi anni, rende tecnicamente difficile la rilevazione in tempo reale di una violazione della privacy: ecco perché e come l’impiego dell’intelligenza…https://t.co/baB4WI5Zps https://t.co/eCHlAekQXw
— Alessandro Cerboni (@inobrec) June 6, 2020
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